Coppia di Platycnemis pennipes in tandem sopra lo specchio d'acqua dove s'apprestano a deporre le uova.
D300, 150macro+1,4x-Nk, Mirino Angolare, 1/1250 a f. 6,3 (iso320, esp.-1,3)*, aer 85%. [A]
Coppia di Platycnemis pennipes
Un Licenide che ho provato ad identificare, s'appresta a passare la notte su una pianta di Trifolium arvense.
Queste farfalle dalla colorazione vivace, qui un esemplare posato su una pianta secca di Sonaglini, son solitamente molto attive e buone volatrici ma permettono d'esser avvicinate più agevolmente la sera quando rallentano il metabolismo preparandosi a trascorrere la notte.
Particolare del fiore di questa pianta acquatica conosciuta anche come Nannufero. Da quel che ho potuto osservare i Ditteri son particolarmente attratti dalle loro corolle e per questo ho scelto uno scatto dove questi fossero presenti. Ho sottoesposto in maniera decisa per salvaguardare più possibile i gialli ritirandoli su in elaborazione. D300, 150macro, 1/50 a f. 16 (iso200, esp. -2), aer 100%. [A]
Oggi, dopo anni, ho riesumato l'acquarietto per ritrarre gli immaturi di Tritone Crestato Italico che son riuscito a rinvenire dopo un po' di ricerche. La tecnica dell'acquarietto è normalmente usata per riprendere esemplari, altrimenti difficili da ritrarre direttamente nel loro ambiente, cercando di ricreare il loro habitat, in questo caso fatto da un fondo di foglie morte. Questa tecnica non è esente da difficoltà operative, in primis il torbido dell'acqua dato dalle particelle in sospensione e l'interferenza del vetro, che nonostante si pulisca con cura attrae sempre sporco. L'acqua usata, naturalmente, dev'esser quella del sito dove vive il soggetto che si vuol ritrarre; una volta versata nell'acquarietto si deve attendere affinchè lo sporco pesante si ridepositi sul fondo. Catturati i soggetti con delicatezza e giudizio si metton in questo ambiente ricreato e si fotografano. Molti usano il flash; per il momento ho preferito operare con luce naturale.
Esemplare di Tarentula mauritanica.
Frutto di Nigella damascena ripreso dall'alto. 



Tutte con la D300 e 150macro a iso200 tranne la 7 e la 8 fatte con K200D a iso 100. Quelle ML con cuscino come base d'appoggio a livello terreno magari con ausilio di Mirino Angolare. Tutte aer tra 90% e 100% e [A] tranne ove indicato diversamente.
Nonostante la mia assenza ho continuato a fare un po' di foto e di conseguenza mi è capitato d'aggiornare il desktop del mio computer, vedi spazio apposito in fondo pagina.
Gocce dopo la pioggia su una foglia di Trifoglio (Trifolium sp.).
SX: Ophrys sphegodes. DX: Pieris brassicae su Anemone hortensis.
Ciclamino Primaverile
Scorcio nei pressi di Badia Pozzeveri con cespuglio di Crucifera.
Qui da me, nord della Toscana, la Barlia robertiana, prima orchidea dell'anno, solitamente era già fiorita più d'un mese fa... ed invece, ad ulteriore testimonianza del ritardo stagionale, non è pienamente fiorita neanche tuttora... di quattro spighe presenti in questa stazione solo una ha i primi fiori, un'altra spiga ancora completamente chiusa e le altre che quest'anno non l'hanno sviluppata. Non si sia ingannati dai fiori sciupati, sopratutto il labello di quello inferiore, dovuto al taglio dell'erba tutto d'intorno dove quest'ultima minuzzata a forte velocità, si vedono anche residui della stessa sui fiori, ha intaccato l'integrità e la bellezza di quest'orchidea. Meno male che non hanno tagliato le piante, ma il contadino lo sa che questi gioielli vanno salvaguardati.
Col cielo coperto e minaccia di pioggia son andato a veder se trovavo delle salamandre ma ancora una volta mi son invece imbattuto in un Geotritone (Speleomantes italicus); che strano... fino a meno di due mesi fa non ne avevo mai visto uno ed in questo periodo nel frattempo, senza volerlo, è già la terza volta che ho l'opportunità di fotografarlo.
Sottospecie arvensis, comunemente chiamata viola dei campi.
Negl'ultimi tre giorni, per un'oretta a mattina, mi son dedicato ai fiori di questo grazioso anemone. Mi ci son approcciato con il 150macro a diaframmi aperti con riprese rasoterra avendo come punto di appoggio un piccolo cuscino ed aiutandomi con il mirino angolare. Lo scopo era provare a giocare con lo sfuocato sottolineando la delicatezza dei fiori ma sopratutto creare toni ed atmosfere "pastellate". E' una tecnica che trovo molto efficace sopratutto per soggetti floristici. Maggior difficoltà nella fotografia di questo soggetto è la riproduzione del colore blu-viola delle corolle; anche i soggetti si presentano già di suo con toni variabili.
Clicca qui per conoscere meglio questa pianta.
Questa iridacea dal dolce profumo è piuttosto difficile da render fotograficamente. D300, 150macro, 1/800 a f.4 (iso200, esp. - 1), ML, aer 85%. [A]
Son tornato a controllare se gli Erythronium dens-canis, che avevo ritratto qui in boccio, avevano aperto i loro petali ad abbracciare ed accogliere l'ormai prossima primavera.