




Pomeriggio e serata dedicate a girottolare su e giù, avanti e indietro per la campagna toscana.
Il grande caldo ha prosciugato i fossi e spaccato la terra mettendo in mostra le sue rughe di sofferenza. Una foglia caduca di pioppo ci dà le prime avvisaglie d'autunno, come una lacrima secca in mancanza di pioggia. Una stagione nuova reclama il suo spazio ad una che sembra non abbia fretta di cederle il passo.






Terza parte delle poche orchidee selvatiche che ho fotografato quest'anno. Partendo dall'alto due Orchis simia, la spiga floreale superiore visitata da un emittero. A seguire un'Ophrys bombyliflora e sotto un'Anacamptis pyramidalis. Da ultimo un'Orchis provincialis visitata da un dittero. La prima e l'ultima riprese con la focale usata nella prima e seconda parte, le altre due con il 100 macro.
La fotografia di paesaggio solitamente non e' facile come si sarebbe portati a pensare di primo approccio. Troppe volte mi son sentito dire che basta andarci o esserci... gia'... andarci ed esserci... quello e' indispensabile certo, ma una buona ed insolita foto di paesaggio implica anche una certa luce, una certa inquadratura, una certa dose di imprevedibilita' sulla quale scommettere. Oggi il cielo era piuttosto coperto con qualche piovasco, ogni tanto pero' c'erano anche delle schiarite. Insomma, una giornata ideale per rischiare di beccare qualche situazione di luce buona. In questi casi e' quasi sempre un azzardo ma avendo gia' l'intenzione di fare un sopralluogo in una data zona ho colto l'occasione, mi son deciso e son partito. Poteva andare meglio, anche la foto presentata non e' niente di eclatante, ma intanto perlomeno lo studio fatto penso proprio che mi portera' i suoi frutti. Capito allora le tre volte esse del titolo ?? Si riferiscono alle tre cose per me quasi indispensabili per ottenere discrete foto di paesaggio. Sopralluogo, Studio, Scommessa. Sopralluogo perche' se prima ci vai avrai modo di ambientarti, conoscere i posti, programmare come muoverti. Nel contempo potrai studiare la composizione e l'effetto della luce ad una certa ora del giorno, pero' per tornarci non dovrai far passare tanto tempo perche' il paesaggio varia anche velocemente come il sole cambia la sua posizione nel cielo. Una dose di fortuna poi ci vuole sempre e qui entra il gioco la scommessa... ma se non si sa rischiare certe situazioni estreme o particolari difficilmente riusciremo a fotografarle.



Prosegue la carrellata di orchidee spontanee nostrane. La focale usata è sempre la stessa della prima parte, 400+1,4x, ma anche qui quattro "interpretazioni" diverse in luce naturale. Partendo dall'alto una Orchis laxiflora, ritratto della pianta intera cercando di mostrare anche l'ambiente dove cresce, un prato umido. Poi particolare della spiga floreale di un Aceras anthropophorum. Di seguito uno scatto insolito ad una comune Orchis papilionacea, ritratta di primo mattino in ombra con lo sfondo in luce. E da ultimo una Ophrys sphegodes, sempre di primo mattino, ripresa in controluce per evidenziare le ali della farfalla, una Anthocharis cardamines.
Circa 15 giorni fa, esattamente il 23 Agosto, giorno della foto "Zum-Pa-Pà", avevo raccolto due belle grappolate di bruchi. Alimentati, son cresciuti e si son trasformati in crisalidi, un paio di centinaia. Ieri eran già nate le prime, una 25ina, oggi il grosso dell'allevamento, domani e nei giorni seguenti le ritardatarie.
Oggi in un ampio giro di sopralluogo son stato nella cosidetta "Svizzera Pesciatina", insieme di località sulle alte colline sopra Pescia appellato così perchè il paesaggio ricorda vagamente quello svizzero. Tornando verso casa, dopo che il sole era tramontato nella vallata, una bella ampia nuvolona riempiva e colorava in modo bellissimo il cielo proprio alle spalle di uno dei paesi che formano suddetto posto. Non ho perso tempo e fermandomi in un punto dove la visuale era libera ho immortalato la pittoresca cartolina che si presentava ai miei occhi.
Cercando di riordinare un po' le idee oggi son stato lungo il fiume Nievole ed in collina... l'autunno comincia a dare i primi accenni ed ho scattato qualche fotografia, niente di che, anche perchè la luce non era proprio il massimo. Se continua con questo caldo l'autunno non si preannuncia tanto buono, le foglie seccano e cadono senza colorare ed i corsi d'acqua rimangono piuttosto in secca.



Una carrellata di orchidee spontanee italiane. In queste prime quattro, inedite, nonostante la focale usata sia per tutte la medesima, ogni orchidea è stata "interpretata" diversamente. In tutte la luce è naturale, magari solo aiutata con pannellino riflettente. Partendo dall'alto due Serapias lingua dove ho ripreso le piante intere ambientandole nel prato dove crescevano. Di seguito un Ophrys thyrrena dove ho scelto di mettere in evidenza la bellezza dei fiori. Poi una Orchis pauciflora dove ho voluto far risaltare la spiga floreale approfittando dello sfondo in ombra. Da ultimo uno scatto più "artistico" che ritrae una Serapias neglecta nella calda luce serale visitata da una farfalla Melitaea.
Gentilissimi quelli della Tecno2000, assistenza ufficiale Pentax in Italia. La Reflex me l'hanno fatta subito e senza nessun addebito, era un problema facilmente risolvibile. Mi hanno però anche domandato se ho intenzione di cambiar macchina riscontrando l'otturatore piuttosto logorato... e ti credo dopo quasi 70mila scatti, non è mica una "professionale" !! Li ho risposto che è nelle mie intenzioni già da tempo ma è la materia prima che manca, i soldi... ora però mi sa proprio che devo pensarci ancor più seriamente... o faccio che mi decido quando questa mi esala l'ultimo scatto ?? Insomma la mia Reflex è come l'ape nell'immagine presentata, al suo ultimo lavoro alla fine d'una giornata che l'ha vista molto attiva. E deve stare molto attenta perchè potrebbe ritrovarsi imbrigliata nella tela del ragno che incombe su di lei...
Domani porto la Reflex in assistenza perchè è bloccato il selettore sulla messa a fuoco automatica. Fino ad ora non ho avuto problemi perchè col 400 potevo disinserirla dall'obiettivo ed il 90 macro è completamente manuale. Ma con l'ottiche che uso abitualmente per il paesaggio non poter disporre della messa a fuoco manuale per me operare è molto disagevole. Spero solo che in pochi giorni me la rimettano a posto. Nel frattempo non mancheranno post e foto inedite, il Blog rimarrà vivo e vegeto. Per questo post ho scelto un'immagine, non inedita, che però può ben rappresentare il momento... come la Reflex è zoppa lo è questo Insetto, notare infatti che manca parte finale sulla zampetta centrale. Per la precisione è un Lilioceris lilii su Lilium martagon, non poteva esser altrimenti visto che si sviluppa proprio su questo genere di piante.
Quando inquadravo questi fiori in mezzo alle erbe secche la visuale nel mirino mi ricordava come della stoffa di vecchio stampo con motivi floreali, ecco il perchè del titolo... l'effetto ottenuto non ricalca precisamente la sensazione del momento ma il risultato non mi dispiace ed è per questo che la posto ugualmente... bisogna saper anche perdere e sarà buon motivo di stimolo per cercar di far meglio alla prossima occasione.
Nonostante l'invitante, particolare situazione non era semplice gestire la ripresa.Il controluce con zone molto chiare, la forte differenza di luminosità tra cielo ed il paesaggio sottostante creavano una situazione d'esposizione molto difficile. Con il filtro digradante ho ovviato in parte a bilanciare l'esposizione tra cielo e terra ma ho dovuto recuperare anche un po' in elaborazione. Il paese ripreso è Larciano Castello e quella che si estende dietro è la Valdinievole, dove vivo.
Il Macaone è una di quelle farfalle che si fotografa sempre con piacere... perchè è bella, perchè è grande... perchè è sfuggevole. Non penso che senza 400 questo esemplare sarei riuscito a fotografarlo, il sole era già alto e lui bello attivo quando l'ho sorpreso. Avvicinandomi con lesta cautela ho solo fatto in tempo a comporre, mettere a fuoco e scattare solo due volte... poi si è involato ed è letteralmente sparito alla mia vista...Il bello della fotografia però è anche questo... l'emozione d'un attimo che sei riuscito a catturare, perchè la caccia non è ai soggetti ma alle sensazioni che questi ti regalano.
In questi giorni ho anche cominciato a riprendere confidenza con la fotografia paesaggistica. Di un po' di rodaggio ho bisogno perchè ultimamente l'ho piuttosto tralasciata ed insieme a qualche sopralluogo, sempre utile, anticiparsi e prender un po' di misure ti avvantaggia al momento opportuno. Tutto questo in previsione sopratutto della prossima stagione autunnale che con i suoi colori e le sue luci invoglia e ben si presta ad esser ritratta. Oggi ho trovato un po' di girasoli tardivi che col loro giallo vivacizzavano una situazione altrimenti smorta... ne ho subito approfittato.
Davvero piccole... siamo oltre il Rapporto di Riproduzione (RR) di 1:1. Ignoro di che specie siano, so soltanto che quella di destra un maschietto. Nelle notturne riconoscere il sesso di solito è agevole visto che le antenne nei maschi son pettinate. Le stesse li permettono di percepire la presenza della femmina anche a oltre 10 Km di distanza... i nostri sensi a confronto non son nulla. Col gentile aiuto di Paolo Mazzei, oltre ad identificarle, correggo e preciso quanto precedentemente detto: quella di destra è un maschietto, è vero, ed è una COSCINIA STRIATA (sinonimo Spiris striata, famiglia Arctiidae), il sesso si riconosce appunto per le antenne pettinate, mentre la sua femmina le ha filiformi. Ma non è vero per tutte le notturne, anzi nella famiglia più numerosa, Noctuidae, a cui appartiene quella di sinistra (attiva anche di giorno) che è una EMMELIA TRABEALIS, le antenne sono quasi sempre filiformi in entrambi i sessi. Quindi, se sono vistosamente pettinate è sicuramente un maschio, se sono poco pettinate o filiformi dipende dalla specie.
L'altro giorno ho pestato inavvertitamente un nido di vespe... ho fatto appena in tempo a rendermene conto e scappar via, lasciando cavalletto e reflex. Per ben un buon quarto d'ora l'ho avuti sotto assedio delle vespe che ci si eran ritorte contro quale fosse la causa del danno. Poteva andar peggio. Così ora quando cammino e mi posiziono in mezzo alle erbe secche dei prati sto bene attento a dove metto i piedi. Sarà per l'esperienza passata che stasera mi sono accorto d'un nido dentro il buco d'un vecchio muro. Tre eran come di guardia all'imbocco... la composizione era invitante e così, preso il 400, mi son avvicinato alla minima messa a fuoco dello stesso (160 cm) ed ho scattato l'immagine come l'avevo previsualizzata. Lieve "crop".
Rapporto di riproduzione di 1,4:1 raggiunto mettendo il teleconverter 1,4x su l'obiettivo macro. Nessun "crop" Nonostante il diaframma usato molto chiuso, f.22, la profondità di campo è ridottissima. Fondamentale porsi perfettamente paralleli al soggetto e fare una messa a fuoco molto accurata. Torno a ripetere che per fare certi scatti in natura in luce naturale è indispensabile la completa assenza di vento e soggetto immobile... situazione piuttosto facile da trovare la mattina molto presto, quando anche le gocce di rugiada potranno dare surplus all'immagine. Scatto di stamane.