E' mancata però una luce più favorevole. Sopra stavolta purtroppo non c'era il sole ma un cielo piuttosto grigio. Il paese sopra il doppio colle è Montecatini Alto, sullo sfondo il profilo del Monte Serra.24-135 a 105mm, 1/50 a f.13 (esp. +0,3).
Anche stamane non è andata granchè bene. Però prima del sorgere del sole sembrava che l'auspicio fosse buono con il buongiorno da questo pettirosso (Erithacus rubecula)che s'era appostato su uno dei rami più alti. Con il suo atteggiamento impettito, il suo canto ed il pennacchio di canna dietro m'ha ricordato una cerimonia di alzabandiera. Il resto della mattinata invece è stato calmo e scarno con apparizioni fugaci che personalmente non ho saputo cogliere limitato anche dalla messa a fuoco manuale. Ci saranno tempi e modi migliori, l'importante non arrendersi e continuare a provarci.
Tutti gli anni mi dedico all'Elleboro verde perchè lo identifico come primo fiore che porta fuori dalla stagione fredda. Stando parallelo al terreno ed usando una lunga focale a diaframma piuttosto aperto son riuscito ad isolarlo e a metter in evidenza la struttura della pianta.
Quanto tempo è che non entravo in un capanno !! Praticamente è trascorso un anno. Un po' ne sentivo la nostalgia ed invogliato dall'amico Fabrizio, grazie anche alle sue ultime belle foto che m'hanno fatto da esca, stamattina ci siam fatti compagnia nella speranza di poter ritrarre qualche pennuto. Abbiamo potuto osservare diverse specie ma che purtoppo non si sono avvicinate più di tanto. Questo ritratto ambientato di Migliarino di Palude (Emberiza schoeniclus) è lo scatto più rappresentativo della mattinata. Domani si dovrebbe ripetere, tempo permettendo, confidando in un risultato migliore.
Gita sulle Apuane, nello specifico fin sulla cima del Monte Sagro (1748 m), in compagnia di due amici. Ricordando mi sorprende il fatto, visto l'attuale rigido inverno, che non c'era neve e fu una giornata serena e calda anche se la nebbia s'estendeva in basso a vista d'occhio come testimonia questo scatto fatto dalla Vetta del Sagro.
Foto fatta dalle alture che a Nord chiudono la Valdinievole.
La difficoltà in questo tipo di ripresa è avere la necessità di calma assoluta di vento perchè le larghe foglie della felce ondeggiano alla minima brezza. Certo, si può sempre aprire il diaframma, alzare gli iso, togliere il polarizzatore.
Certe volte vado a cercare improbabili composizioni nei posti più assurdi. Come questa, realizzata nelle pozzanghere d'un campo incolto ai margini d'una strada trafficata. L'acqua bassa ed il trasparire della terra sotto con la luce calda e radente del sole basso sull'orizzonte son riuscite a valorizzare al meglio questo astrattismo.
Anche chiudendo molto il diaframma non son riuscito ad avere entrambe le foglie a fuoco e quindi ho fatto due scatti simili variando solo il punto di messa a fuoco: uno sulla foglia in primo piano ed uno leggermente un po' più indietro ma non sulla seconda foglia. Ho riunito i due scatti in elaborazione in modo d'estendere la profondità di campo. Tecnica interessante che per questa foto ho voluto utilizzare per testarne l'efficacia. Ho scattato comunque anche a diaframma tutto aperto tenendo il fuoco sulla prima foglia con quella dietro molto sfuocata ed il risultato è comunque buono, per qualche aspetto anche migliore, lo presenterò nel post degl'inediti di fine mese.
Grazie all'amico Fabrizio ( zva ) per lo spazio che mi ha dedicato nel suo bel sito. Nella pagina OSPITE DEL MESE potrete vedere 36 mie fotografie: 12 di Macro, 12 di Paesaggio, 12 di Uccelli.






Dall'alto in basso e da sinistra a destra:
Più che cartoline direi proprio scatti turistici fatti alla "tira e via" oggi durante un breve giro. Questa è una zona parecchio antropizzata e la bellezza di certi borghi e luoghi è penalizzata dalla presenza nei suoi caratteristici scorci di fili e tralicci, auto e cassonetti e di altre varie brutture. Un mal comune presente comunque un po' dappertutto nella nostra bell'Italia. In tale ambiente operare per un fotografo non è semplice e lo scoraggiamento spesso t'affligge. In molti casi il poter togliere in elaborazione gli elementi di disturbo è una vera manna ma questo è accettabile e possibile solo quando non sono esagerati e non occupano nel fotogramma spazi troppo ampi o complicati... evenienza che purtroppo si presenta di rado. Non bisogna rassegnarsi, cercare inquadrature più consone, concentrarsi sui particolari, fotografare in momenti dove le auto son meno presenti o in situazioni di luce dove i disturbi son meno evidenti. Insomma, lavorando un po' sul campo ed un po' sul computer, certe bellezze architettoniche forse riusciremo ad esprimerle e a goderne al meglio senza andarle a ricercare su vecchie ingiallite foto non degradate da questi tempi moderni.
Come avrete notato, già dai giorni scorsi ho cominciato a mettere i dati tecnici delle foto che posto.
Quando tutto sotto è avvolto da un uggioso grigiore è bello salire e trovare il sole. Ti cambia l'umore mentre lo spettacolo che ti si para davanti è affascinante, quasi irreale.